Sanremo: da Festival dei fiori a tripudio Arcobaleno

Dove non arriva la politica ci pensano il buonsenso e l’arte. È doveroso raccontare il fenomeno partito dai social che sta sconvolgendo l’Ariston per la grande portata. Si tratta di #SanremoArcobaleno.

Nei giorni del disegno di legge presentato dalla senatrice Monica Cirinnà, è stato lanciato un appello attraverso Twitter. L’ideatore della proposta è stato Luca Finotti e il più grande promotore è stato Antonio Andrea Pinna, vincitore dell’ultima edizione di Pechino Express insieme a Roberto Bertolini. In pratica veniva proposto ai cantanti in gara di mostrare un accessorio arcobaleno per dimostrare la propria vicinanza ai diritti civili. Ecco cosa ha scritto Pinna poco prima che iniziasse Sanremo sui suoi profili social: “Sarebbe bello se stasera a Sanremo gli artisti indossassero tutti un richiamo arcobaleno per far presente alla nostra classe politica che l’amore ha gli stessi diritti per tutti, e che quello che chiediamo è condiviso davvero dalla maggioranza del Paese, non solo da chi ne verrebbe beneficiato. E questa battaglia così nobile non ha nulla a che vedere con le nicchie, con le minoranze, con la politica dei voti, delle alleanze e delle maggioranze. È una protesta comune contro le disuguaglianze, che non ha partito né colore, se non quello dell’amore.

#‎SanremoARCOBALENO‬”.

Amare ed essere amati è un diritto di tutti e gli artisti sono apparsi molto sensibili all’argomento. La prima ad aderire con entusiasmo all’iniziativa è stata Arisa; seguono poi Noemi, Enrico Ruggeri, i Bluvertigo, Irene Fornaciari, Patty Pravo con un bracciale arcobaleno, il mini tattoo sulla mano di Annalisa, l’ospite Eros Ramazzotti e dal pubblico sua moglie Marika Pellegrinelli, Valerio Scanu, Deborah Iurato e Giovanni Caccamo in versione anello multicolore, Alessio Bernabei insieme a Benji & Fede, il braccialetto di Francesca Michielin, il cappello di Clementino, i nastri agli strumenti dei Pooh, la nuova proposta Francesco, la pochette di Michael Leonardi, una sorta di cintura per Mahmood, Ermal Metal, Rocco Hunt, Hozier con la sua chitarra, il papillon di Beppe Vessicchio.

Elio e le Storie Tese si sono presentati sul palco vestiti di rosa al fine di combattere tutti i pregiudizi e l’odio; infine anche Gabriel Garko ha sfoggiato un paio d’occhiali arcobaleno. Tra gli artisti che non hanno aderito Lorenzo Fragola, i Dear Jack e gli Zero Assoluto. Ci sono state chiaramente delle polemiche da parte di alcuni politici contrari alla Cirinnà che hanno accusato la Rai di voler favorire il matrimonio gay e l’adozione per le coppie omosessuali. Ognuno può pensare ciò che vuole, a patto che non si limitino le libertà degli altri. In realtà questi atti simbolici vogliono solo dimostrare vicinanza ad una giusta causa: garantire a tutti gli stessi diritti; diritti che non andrebbero ad intaccare o modificare quelli di coloro che si dichiarano contrari.

Mi piace l’idea di concludere con quest’immagine di Dolcenera, che sventolando i nastri arcobaleno, mi ricorda personalmente una rivisitazione in chiave moderna del dipinto di Eugène Delacroix, La Libertà che guida il popolo. Perché anche in passato c’erano diritti negati che oggi ci sembrano cose scontate. Che gli ideali e la perseveranza possano portare ad una conquista di civiltà.

image

Precedente È guerra aperta: Maria De Filippi non ci sta e risponde così a Milly Carlucci Successivo Per Valeria Marini un nuovo amore e un progetto ad Hollywood