La Storia della Tivù – Carosello

imageVe lo ricordate? E come dimenticarselo! Tutti coloro che hanno più di quarant’anni lo hanno visto almeno una volta; i più giovani invece ne hanno sentito indubbiamente parlare molteplici volte. Per un totale di 7.261 episodi, stiamo parlando di Carosello!

Il 3 febbraio 1957 apre i battenti una trasmissione veramente rivoluzionaria per la televisione italiana. A causa di una legge allora vigente, non era consentito l’inserimento di pubblicità all’interno dei programmi in onda, per cui venne ideato questo tipo di format. Dieci minuti di trasmissione quotidiana e precisamente dalle 20:50 alle 21:00, in cui vennero trasmessi una serie di filmati seguiti da messaggi pubblicitari. Spesso si trattava di sketch comici, parodie, intermezzi musicali. La trasmissione si fermava solamente per il Venerdì Santo ed il 2 novembre, giorno della commemorazione dei defunti. Vi sono stati poi casi eccezionali di interruzione della messa in onda: la morte di Papa Giovanni XXIII, la strage di Piazza Fontana, la morte di Papa Pio XII, le uccisioni di John e Robert Kennedy e l’ammaraggio dell’Apollo 14.

Tra i registi si ricordano Luciano Emmer, Ermanno Olmi, Sergio Leone e Federico Fellini giusto per citarne alcuni; molte anche le glorie del cinema italiano e mondiale che hanno recitato negli spot, tra questi Totò, Alberto Sordi, Nilla Pizzi, Vittorio Gassman, Ave Ninchi, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. Una delle tante innovazioni è rappresentata dall’introduzione delle animazioni e le più famose furono Calimero, La Linea di Osvaldo Cavandoli e la coppia di Caballero e Carmencita, i quali pubblicizzarono il Caffè Lavazza. A questi si aggiunse nel 1961 il pupazzo di Topo Gigio. Ogni pubblicità era inizialmente divisa in due parti: nel primo minuto e 45 secondi veniva mandato in onda solo lo sketch, mentre nei seguenti 30 secondi veniva mostrato o citato il prodotto. Il primo giorno di programmazione furono cinque gli spot andati in onda per pubblicizzare in ordine il Brandy Stock 84, Shell, l’Oréal, Singer e Cynar.

Una delle caratteristiche principali degli spot era la brevità, tipica dei siparietti teatrali, che rendeva la cosiddetta réclame molto dinamica ed interessante. Fu una trasmissione di straordinario successo, un appuntamento d’obbligo per le famiglie dell’Italia negli anni del boom economico. La trasmissione entrò anche nel gergo comune ed i bambini si sentivano dire “a letto dopo Carosello!”. Il tentativo della Rai era quello di accostare al messaggio pubblicitario anche un intento educativo per mantenere l’aspetto pedagogico della tivù delle origini. Spesso però i personaggi divennero più importanti del brand, come nel caso di Calimero. Infine il 1 gennaio 1977 Carosello chiuse i battenti poiché diventato poco pratico, dispendioso e, secondo alcuni esponenti della cultura italiana, diseducativo. Gli ultimi spot furono per Stock 84, BTicino, Amaro Ramazzotti, Tè Ati e Dual Blu Gibaud.

Fu una rivoluzione, un pezzo di storia, un ricordo gioioso nelle menti del popolo, una trasmissione simbolo di un’epoca.

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