Caterina Boratto, il viso d’angelo d’un cinema d’altri tempi

Mi sembra doveroso, trattando anche di cinema, far ricordare a coloro che già la conoscevano e far conoscere a coloro che invece non ne hanno mai avuto modo la vita e la carriera di Caterina Boratto, ritratto di un’elegante donna d’altri tempi.

Nacque a Torino il 15 marzo 1915 e si diplomò al liceo musicale. Nel 1937 ottenne il suo primo ruolo cinematografico, grazie all’interessamento dell’attrice teatrale Evelina Paoli, nella pellicola Vivere! di Guido Brignone. In questo film lavorò fianco a fianco col tenore Tito Schipa, all’epoca assai famoso, il quale si innamorò perdutamente della Boratto senza essere però ricambiato. Nel 1938 girò come protagonista insieme a Vittorio De Sica il film Hanno rapito un uomo. Dopo questi primi ruoli fu notata dai produttori d’oltreoceano e la Metro Goldwyn Mayer le firmò un contratto della durata di sette anni. Purtroppo a causa della guerra l’attrice italiana non recitò in alcuna pellicola e tornò in Italia. Come lei ebbe lo stesso trattamento anche un’altra bellezza nostrana, Alida Valli.

Tornata in patria si innamorò perdutamente di un fascinoso eroe di guerra, il conte Guidi di Romena, perito in un incidente aereo e nel frattempo interpretò i ruoli di giovani donne in Romanzo di un giovane povero, Dente per dente Campo de’ fiori con Anna Magnani, Peppino De Filippo ed Aldo Fabrizi. A ritmo altalenante le gioie si alternano a pesanti dolori: nel 1943 perse due fratelli in guerra, Renato partigiano in Nord Italia e Filiberto vittima nel celebre eccidio di Cefalonia. L’anno successivo sposò un vecchio amico d’infanzia, Armando Ceratto, dal quale ebbe i due veri amori della sua vita, i figli Marina e Paolo. Torna al cinema nel 1963 con il film 8½ di Federico Fellini al fianco di Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimée e Sandra Milo. Segue nel 1965 il primo film a colori di Fellini, Giulietta degli spiriti, vincitore di un Golden Globe e vede nel cast oltre alla Boratto anche Giulietta Masina, Sandra Milo, Sylva Koscina, Valentina Cortese e Mario Pisu. Dopo altre pellicole, nel 1969 è la volta di La monaca di Monza, con un cast internazionale formato da Anne Heywood, Antonio Sabato (padre dell’attore statunitense Antonio Sabato jr.), Carla Gravina, Tino Carraro e Hardy Krüger.

Sempre in un film in ambito religioso e sempre insieme a Tino Carraro reciterà nel 1973 in Storia di una monaca di clausura, insieme ad Eleonora Giorgi, Martine Brochard, Catherine Spaak, Suzy Kendall e Giuliana Calandra. Due anni dopo è nel cast dell’ultimo film di Pier Paolo Pasolini, Salò o le 120 giornate di Sodoma, ispirato al romanzo settecentesco Le centoventi giornate di Sodoma del marchese Donatien Alphonse François De Sade. Negli ultimi anni si dedicò anche all’operetta, al teatro e alla fiction televisiva. Nel 1987 recita in Professione vacanze, serie televisiva in onda su Italia 1 con Jerry Calà, Mara Venier, Jenny Tamburi, Gegia, Teo Teocoli, Sabrina Salerno. Uno degli ultimi lavori è la sit-com televisiva del 1990 Villa Arzilla, con Marisa Merlini, Yvonne Sciò, Gigi Proietti, Jonis Bascir, Fiorenzo Fiorentini. Morì a Roma il 14 settembre 2010, alla veneranda età di 95 anni.

All’apparenza altera e malinconica, era timida e nel privato molto solare, ma incarnava perfettamente i canoni di bellezza elegante degli anni ’30-’40. Rientra senza ogni dubbio nella categoria delle dive cinematografiche e lascia di sé un’immagine pulita ed uno charme che l’hanno resa immortale nell’Olimpo del cinema.

cat

Precedente Intervista esclusiva alla conduttrice televisiva Tessa Gelisio Successivo Con 'Guardando il cielo' Arisa torna a cantare a Sanremo