Asia Argento denuncia Libero per l’articolo CHOC sul “caso Harvey Weinstein”!

Di solito non prendo posizioni specifiche su questo o quell’argomento, ma riporto semplicemente i fatti così come sono citando le fonti alle quali mi ispiro. Questa volta credo sia giusto operare diversamente. Partiamo dalla vicenda che sta sconvolgendo il mondo dello spettacolo e del cinema da ormai diversi giorni: il caso Harvey Weinstein (lo chiamo “caso” anche se forse erroneamente poiché il caso dovrebbe per definizione essere qualcosa di isolato ed inconsueto e questa faccenda porta a galla comportamenti probabilmente fin troppo diffusi).

 

Tutti i quotidiani, i telegiornali, i programmi d’approfondimento, le riviste ed in ogni parte del mondo si sono occupati di Harvey Weinstein. Per chi non lo sapesse l’uomo in questione è un produttore cinematografico statunitense di origini ebraiche, tra i più conosciuti e famosi al mondo. Nell’elenco delle pellicole da lui prodotte vi sono titoli come Shakespeare in love, Grindhouse o ancora Django Unchained, considerate oggi giorno dei capolavori della cinematografia mondiale. Ebbene negli ultimi giorni è scoppiato uno scandalo che riguarda proprio Weinstein a seguito delle numerose denunce per molestie sessuali di attrici famose, tra le quali Angelina Jolie, Rose McGowan, Gwyneth Paltrow e la nostrana Asia Argento. Proprio su quest’ultima desidero porre la mia attenzione.

 

Tosto che l’ho da sempre ritenuta un’eccellente professionista (ma questa è una mera opinione personale), ho letto i suoi racconti circa l’esperienza avuta con il sopracitato produttore. Chiaramente dopo che viene accertato un fatto di tale gravità (e il grande numero di donne che si sono dichiarate parte lesa dovrebbe essere di per sé una condizione già lampante) ci si aspetta solo una cosa, un atteggiamento, un sentimento: la solidarietà. Leggo invece su Libero: “Le lacrimucce delle star – Prima la danno via poi frignano e fingono di pentirsi. Cedere alle avances del boss per fare carriera è prostituzione non stupro”. Ora, non mi permetterei mai di attaccare un professionista perché ho rispetto del lavoro altrui, ma mi sembra doverosa una riflessione puramente personale: ritengo che sia gravissimo avere una considerazione così bassa dell’essere umano (sia della donna in quanto trasformata in merce, sia dell’uomo trasformato invece in bestia assetata di sesso quando fortunatamente non ragioniamo tutti con le parti intime). Dopo anni di lotte per i diritti, che siano essi legati alla figura femminile, alla questione razziale od ai più recenti diritti civili, leggere certe cose nel 2017 fa cadere non solo le braccia, per cercare di restare educati. Spero che alcune parole siano usate con il pretesto di vendere qualche copia in più e quest’idea nasce dalla volontà di credere impossibile che siano presenti tali pensieri nel cervello di un uomo. Sembra scontata dunque la decisione di Asia Argento di procedere per vie legali nei confronti del giornale in questione. “In merito all’articolo apparso oggi sul quotidiano Libero, in cui le vittime di ricatto e violenza sessuale (tra cui io) sono qualificate come prostitute, rendo noto di aver dato mandato al mio legale di sporgere querela contro i responsabili. L’offesa e l’umiliazione alla mia reputazione professionale e alla mia dignità di donna sono troppo gravi per essere tollerate” ha scritto l’attrice, figlia del celebre regista dell’horror italiano. Concludo sottolineando quanto questa vicenda mi lasci personalmente l’amaro in bocca: è triste pensare che determinate parole vengano da un giornalista, professione da me ammirata e studiata e alla quale ambisco ormai da anni. Mi auguro di poter arrivare un giorno a collaborare con un giornale tanto importante, ma senza dimenticare giustizia, onestà, lealtà e soprattutto umanità.

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